| I bicigeneratori |
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Cosa Sono?I bicigeneratori sono speciali biciclette in grado di produrre comune energia elettrica a 220 volt.
A cosa servono?Lo scopo è quello di rendere tangibile lo sforzo necessario per produrre quella che per la maggior parte delle persone è un concetto astratto: l’energia. Il gesto di premere un interruttore, o di accedere un elettrodomestico è diventato per noi automatico, e spesso non riflettiamo su tutto quello che si nasconde dietro quell’interruttore e che consente alle nostre lampadine di accendersi e alle nostre lavatrici di funzionare. In realtà, con il semplice sforzo di premere il dito su un pulsante (e al limite di pagare la bolletta sbuffando a fine mese) mettiamo un moto una complessa macchina che partendo dai pozzi di petrolio del medio oriente o dei mari del nord, o dai giacimenti di gas dell’Algeria o della Russia, passa attraverso petroliere, condutture e rigassificatori, per arrivare alle centrali elettriche, da dove esce da una parte l’energia che raggiunge le nostre case attraverso una complessa rete di cavi, e dall’altra anidride carbonica e altri gas tossici e climalteranti. Chi sopporta quotidianamente lo sforzo necessario per produrre l’energia che consumiamo è quindi il pianeta nel suo complesso. Attraverso il consumo di combustibili fossili che non si rinnoveranno, e attraverso l’emissione di agenti inquinanti, dal petrolio disperso in mare e in terra durante i trasporti, all’emissione di gas che modificano il clima e inquinano l’atmosfera, mettendo così in serio pericolo la vita animale e vegetale. I bicigeneratori servono quindi per tornare, almeno per qualche minuto, indietro di un paio di secoli, quando la fonte principale di energia erano i muscoli dell’uomo e degli animali, e a parte i pochi casi di sfruttamento dell’energia dell’acqua o del vento, le macchine erano mosse dalla fatica. Perché è solo toccando con mano quanta fatica ci vuole per produrre 10, 100 o 1000 watt che possiamo imparare a farne un uso consapevole e accorto. I bicigeneratori sono inoltre una provocazione che vuole far riflettere su come si possa produrre energia in molti modi diversi. Su come i combustibili fossili non siano la sola strada percorribile, e su come le nuove fonti energetiche vadano cercate nei posti più impensati, dai tetti delle nostre case che possono essere dotati di pannelli solari, ai crinali delle montagne su cui si possono installare pale eoliche, ai fondali marini dove si possono installare generatori che sfruttano il movimento delle maree. Perché se vogliamo risolvere il “problema energia” dobbiamo abituarci ad una microgenerazione diffusa e polimorfa. Come utilizzarli?I bicigeratori sono così un potente strumento simbolico da utilizzare durante manifestazioni pubbliche per catalizzare l’attenzione, destare l’interesse e suscitare delle domande. Perché porsi le domande è il primo passo per avere delle risposte. Negli ultimi mesi i bicigenratori sono infatti stati usati con successo in diverse occasioni:
Come funzionano?La bicicletta è privata della ruota anteriore e fissata ad una base di ferro che la sostiene. Il pneumatico posteriore è a contatto con una puleggia collegata ad un generatore elettrico. Quindi quando si pedala si fa muovere la ruota che a sua volta aziona il generatore che è costituito da un motore a magneti permanenti. Un motore a magneti permanenti è in pratica un motore a funzionamento reversibile: se gli si dà corrente si mette in moto, se si mette in movimento eroga corrente. Dal motore esce una corrente di circa 12 volt che varia di tensione e intensità a seconda della velocità di rotazione. Proprio per via di queste grandi variazioni la corrente non può essere usata così com'è se non per degli usi molto semplici come accendere una lampadina. Per usi più "raffinati" la corrente va a caricare una batteria. La batteria è collegata poi ad un inverter che trasforma la corrente continua a 12 volt della batteria in corrente alternata a 220 volt ed è provvisto di una comune presa a cui si può collegare l'apparecchio che si vuole alimentare. I bicigeneratori stati ideati e costruiti dal Centro Antartide in collaborazione con lo scenografo Danilo Traverso.
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